Caro nonno Nicola, una sera di febbraio dopo una giornata di lavoro, stanco come al solito, te ne stavi tornando a casa a piedi (per sgranchirti le gambe come dicevi tu!) quando la distrazione e la velocità di una macchina ti hanno brutalmente strappato all’affetto dei tuoi cari. I soccorsi sono stati immediati, ma un po’ più di attenzione e un po’ meno velocità ti (ci) avrebbero sicuramente evitato questa sofferenza. Dopo venticinque giorni di agonia, durante i quali ti abbiamo chiamato, urlato, minacciato, supplicato, nel tentativo di farti riaprire i tuoi bellissimi occhi blu, e di un drammatico altalenarsi di speranza e rassegnazione, il tuo cuore di leone ha ceduto ed hai finalmente raggiunto la tua adorata consorte Peppina. Il tuo ricordo vivrà nelle tantissime persone che ti hanno voluto bene e che hanno avuto modo di conoscere la tua allegria e la tua dolcezza anche solo quando ti portavano un paio di scarpe da riparare.
I tuoi nipoti Paolo ,con Tiziana e Gaia, e Gabriele, tua figlia Vilma e tuo genero Gilberto |